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 palazzo Massimo Colonna di Rignano
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La storia

Il palazzo apparteneva in origine ai Boccabella, una ricca e antica nobile famiglia romana di Campitelli, di cui si hanno notizie sin dall’XI secolo. Annoveravano tra il loro membri alti dignitari della Chiesa e Conservatori. Nel 1695 la famiglia si estinse con Domenico e gli Eustachi ne ereditarono i beni. L’edificio passò poi nel Settecento ad un ramo cadetto dei Massimo, che si era diviso dal Cinquecento dal ceppo principale. Un membro di questa famiglia Mario fu creato duca di Rignano nel 1828. Astronomo e matematico, divenne presidente dell’Accademia dei Lincei, nel 1848 Ministro dei Lavori Pubblici e quindi nel 1879 deputato. Nel 1899 sua nipote, donna Maria Massimo sposò Don Prospero Colonna, due volte sindaco di Roma e principe di Sonnino, che divenne proprietario del palazzo. Tutt’oggi è proprietà di un ramo della famiglia Colonna.

La costruzione

L’edificio si presenta oggi con l’aspetto datogli da Carlo Fontana alla fine del Seicento. Nonostante questo sul lato sinistro di via del Teatro di Marcello sono stati conservati un portale sormontato da una protome leonina, una porta quattrocentesca ad arco a bugne regolari e i resti di un portico medioevale. Il palazzo era originariamente a tre piani ma fu sopraelevato nell’Ottocento. Sulla facciata si aprivano tre ordini di finestre: architravate al primo, a cornice semplice al secondo e al terzo. Nel 1939 a causa dell’apertura della via del Teatro di Marcello fu tagliato lo spigolo dell’edificio, eliminando due finestre per facciata. Il portale, che prima dei lavori non appariva al centro della facciata, è fiancheggiato da colonne con l’imoscapo foliato, con l’architrave curvo adorno di rami di lauro, e al di sotto una arco leggermente ribassato e ornato in chiave da una pigna. Al di sopra, si apre una finestra sormontata da un timpano curvo, legata al portale da due festoni. Dallo scuro androne, si accede a un cortile con una fontanella collocata in una edicola con all’interno una statua di tritone di ispirazione berniniana, che regge una conchiglia, nella quale due leoni posti sulla cornice dell’edicola gettano acqua. Sulle pareti è murata una piccola collezione di iscrizioni e stemmi antichi di varia provenienza.

Piazza d’Ara Cieli, 1 RIONE CAMPITELLI

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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