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La storia

Attiguo al Palazzo Massimo “alle Colonne”, questo edificio fu costruito per Angelo Massimo da Giovanni Mangone da Caravaggio, allievo e collaboratore di Giuliano da Sangallo, nel primo Cinquecento. Secondo un’antica tradizione il palazzo sarebbe stato progettato da Michelangelo, dopo il Sacco di Roma del 1527, ma né caratteristiche architettoniche, né tanto meno documenti, testimoniano la sua presenza. Nel 1874 il principe Camillo Carlo Alberto fece seguire restauri e costruire il cornicione. Nel XIX sec. fu, inoltre, aperta una comunicazione interna con l’adiacente palazzo “alle colonne” e l’edificio fu alzato di un piano.

La costruzione

La facciata presenta due piani ed un ammezzato con finestrelle. Al pian terreno e al primo piano le finestre hanno un architrave a pagoda, al secondo e all’ammezzato sono incorniciate semplicemente. Al piano terreno si aprono al centro un portale principale architravato ai lati estremi altri due più piccoli, architravati anch’essi. I marcapiani sono ben pronunciati. I cantonali, a bugne di dimensioni diverse e alternate, si fermano all’altezza del palazzo originario. Entrando si accede ad un cortile rettangolare, con un porticato su due ordini sui lati corti. Sul lato d’entrata un porticato a tre arcate sorretto da due pilastri con lesene doriche addossate. Al disopra un fregio dorico con metope nelle quali sono raffigurate varie decorazioni, tra cui, al centro, un bucranio. Al primo piano vi era un tempo una loggia retta da colonne ioniche, oggi purtroppo murata. Tra le sue colonne sono state aperte delle finestrelle architravate. Sul lato opposto, sotto le arcate del pian terreno si aprono tre profonde nicchie: nella centrale era conservata la statua che ha dato nome al palazzo. Questa cultura si pensava, infatti, rappresentasse il condottiero Pirro, poiché sulla sua corazza erano rappresentati degli elefanti. Caduta questa credenza, si pensò che la statua raffigurasse Marte ciprio, e quindi fu nel 1738 acquistata da Clemente XII per il Campidoglio. Oggi di trova nell’atrio del Palazzo Nuovo, sede dei Musei Capitolini. In fondo al lato sinistro del cortile si accede a una chiostrina, di cui un lato è porticato a tre arcate, sorrette da tre rozze colonne doriche.

Corso Vittorio Emanuele II, 145 RIONE PARIONE

 

 

 

 

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