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La storia
L' origine del palazzo è confusa ed incerta. Sul luogo dell'attuale costruzione vi erano delle proprietà della famiglia Muti, i quali, verso la fine del XVI secolo, decisero di rinnovare l'isolato di loro proprietà con l'erezione di un nuovo edificio, anche se i lavori non vennero terminati. Con la cessione del palazzo da parte dei Muti agli Astalli, i lavori per terminare l'edificio ripresero alacremente. Gli Astalli nobile e antichissima famiglia romana ricordata sin dal tredicesimo secolo con Paluzzo, ebbero cardinali e coprirono illustri cariche tra le quali Conservatori capitolini. La famiglia, dopo un momento di crisi economica, tornò a maggior fortune grazie a nuove parentele dovute a importanti matrimoni avvenuti nel Seicento, a seguito dei quali si decise per l'acquisto del palazzo in Campitelli quale sede familiare. A causa dell'estinzione del casato, avvenuto nel 1783 tutte le proprietà passarono poi ai Piccolomini.
La costruzione
Il palazzo sorge sul luogo di un'antica costruzione che venne abbattuta per far posto all' attuale palazzo. Iniziato dai Muti in un isolato fortemente irregolare e scosceso, l' edificio non venne però concluso; continuò l' opera l’architetto Giovanni Antonio de Rossi che a partire dal 1642 attese ai lavori. La particolare planimetria dell' edificio, di forma pentagonale é dovuta in primo luogo all' irregolarità del lotto a disposizione. A causa dell' allargamento di via di S. Marco avvenuto negli anni Trenta, il palazzo venne ridotto e parzialmente trasformato, con l'arretramento della facciata sulla stessa via, la riduzione delle finestre da dieci a sette con la conseguente demolizione di alcune sale, tra cui il salone d'onore.
Le Curiosità
Alcuni importanti affreschi che un tempo decoravano le pareti del demolito salone d'onore, vennero fortunatamente salvate, per essere ricomposte all'interno del Museo di Roma.
Gli ospiti.
Palazzo Astalli
Via di S. Marco, 8
Rione Campitelli

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