palazzo Cecchini-Lavaggi
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La storia

Il Palazzo è fatto costruire nel XV sec, dalla antica famiglia romana dei Cecchini, di cui si ha memoria già dal 1359 con Petro Cecchino alias dicto Patrecano de Castro. La famiglia può annoverare al suo interno numerosi conservatori del Campidoglio e cardinali. L’edificio viene lasciato in eredità nel 1746 alle monache Benedettine di Campo Marzio, che in seguito lo concedono in uso ad alti prelati. Tra questi figura Angelo Braschi, asceso al soglio pontificio con il nome di Pio VI (1775-1799), che vi riunisce una collezione di opere d’arte, per poi lasciare a sua volta il palazzo a suo nipote Luigi, che vi abita con la sposa Costanza Falconieri fino al 1792. Nel 1808 il palazzo è acquistato dal Conte Domenico Lavaggi, di origine siciliana, e per suo volere ristrutturato completamente dall’architetto Antonio Sarti (1797-1880), che lo trasforma nell’aspetto odierno. Nel Novecento, l’edificio viene acquistato dai Marchesi Guglielmi e in seguito suddiviso in appartamenti, adibiti per lo più ad uffici.

La costruzione

L’edificio consta di due piani e ammezzato, fino al quale arriva il bugnato liscio ottocentesco. Al pian terreno si apre il portone d’ingresso, sormontanto da un balcone con balaustra, e affiancato dalle porte dei negozi, di recente apertura, con semplici cornici in travertino. La facciata presenta al primo piano nove finestre architravate, e al secondo altrettante con cornice semplice. Su via della Maddalena il palazzo si affaccia con tre finestre ed è unito ad un edificio del Cinquecento a due piani. Sul cornicione cassettonato si possono ancora ammirare rose alternate a gigli, elementi araldici della famiglia Cecchini, il cui stemma è “di rosso a due fasce d’argento (alias oro), caricata ognuna di tre rose rosse ed accompagnate da nove gigli d’argento (alias oro)” (Amayden).

Gli ospiti

Palazzo Cecchini Lavaggi ha ospitato il poeta Vincenzo Monti (Alfonsine, Ravenna, 1754 – Milano 1828), in qualità di segretario del cardinale Angelo Braschi, che vi scrisse Al Signor di Montgolfier (1784), ode scritta in onore di un volo in aerostato compiuto nel 1783, e alcune tragedie.  

Palazzo Cecchini-Lavaggi
Via degli Uffici del Vicario, 49 RIONE COLONNA

   
   
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