palazzo Cenci
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La storia

La famiglia Cenci è tra le più importanti tra le nobili famiglie romane. Secondo una leggenda la famiglia deriverebbe da un nobile romano, Marco Cincio, vissuto nel 193 d.C.. Sono ricordati con importanza Paolo e Bernardino Cenci, cavalieri romani che parteciparono alla prima crociata e Stefano, autore del triste e famoso rapimento ordito contro Papa Gregorio VII. Ebbero un Papa, con Giovanni X nel X secolo e innumerevoli appartenenti al casato furono Cardinali, Senatori e Conservatori. La famiglia si imparentò con molte altre nobili dinastie romane, dai Fabi agli Astalli, dai Massimo ai Mattei, dagli Orsini ai Frangipane. L'insieme delle costruzioni, palazzi e palazzetti, siti al confine del rione Regola sorgono sul luogo delle antichissime proprietà della famiglia risalenti al medioevo. L'aspetto attuale è frutto di sostanziali modifiche apportate nel tempo dai vari esponenti della famiglia Cenci a tutto l'isolato, dal Cinquecento fino al secolo scorso.

La costruzione

Questo complesso isolato, talmente vasto da poter quasi essere chiamato come una sorta di Insula Cenci, è sostanzialmente formato due edifici maggiori, il palazzo e il palazzetto. Sicuramente entrambe le strutture sorgono su alcuni resti romani, totalmente interrati da terreno di riporto, anche di natura alluvionale, tale da causare l'origine del toponimo del Monte Cenci, ricordato sin dal 1368. Non si fatica pertanto a scorgere l'origine dell'intero complesso come di natura medievale, composto in antichità dalla presenza di torri, archi e altre strutture caratteristiche di quel periodo come testimoniano interessanti tracce ancora visibili tanto all'esterno che all'interno. Nel tentativo di dare una veste più dignitosa al complesso, tra il 1570 e il 1585 si costruì, ristrutturando parte dell'antico e costruendo ex-novo il rimanente, il nucleo del palazzo, con il grande portale, trasformato nell’Ottocento, sulla piazza delle Cinque Scole con la scritta Cenci-Bolognetti. Nel XIX secolo, al palazzo tardo-cinquecentesco, si affiancò un nuovo corpo di fabbrica. La parte più antica è invece quella che si nota dalla piazza del Monte Cenci, con un portale a bugne radiali, mentre verso via Beatrice Cenci, ove prospetta la parte posteriore del palazzo, si notano gli emblemi del casato apparire nel fregio, quali le mezzelune dei Cenci e le aquile dei Lante. Notevoli sono le decorazioni di alcune sale interne, alcune della fine del Quattrocento e altre del periodo tardo-cinquecentesco, con opere di Antonio Tempesta e di Bernardino e Filippo Lauri. Verso la piazza dei Cenci sorge il palazzetto, unito al palazzo principale per mezzo di un arco medievale che sovrapassa la strada, che risalirebbe invece al 1535 circa Anch'esso reca in facciata i simboli araldici delle mezzelune, riportati anche ad affresco in alcune fregi delle sale interne. Dal portale si accede al cortile quadrato, porticato su colonne doriche e pilastri d'angolo con motivo a serliana; il piano superiore, un tempo aperto, è loggiato con arcate a tutto sesto su colonne con capitelli ionici.

Le Curiosità

La vicina chiesa di S. Tommaso dei Cenci, ricordata sin dal XII secolo, divenne nel 1554 di giuspatronato di Giacomo Cenci. Alcuni membri del casato sono sepolti all'interno. 

Gli ospiti.

Nel palazzo abitarono verso la fine del Cinquecento i tristemente noti personaggi coinvolti in una delle pagine più cupe della storia della giustizia papalina. Beatrice Cenci, il fratello e la madre Lucrezia furono condannati a morte in piazza di Ponte S. Angelo, da Papa Clemente VIII Aldobrandini, per l'assassinio del padre, Francesco, avvenuto nella rocca di famiglia in Abruzzo 

 

Palazzo Cenci
P.zza delle Cinque Scole Rione Regola

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