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La storia
La complessa storia legata alle vicende costruttive di palazzo Chigi inizia con la proprietà della famiglia Tedallini che prospettavano su piazza Colonna. Nel 1578 queste costruzioni vennero vendute a Pietro Aldobrandini il quale, acquistando altre proprietà limitrofe, inizia ad ampliare la primitiva costruzione, affidando i lavori per la realizzazione di un nuovo palazzo a Matteo da Città di Castello. Dopo un breve passaggio di proprietà in favore della famiglia Fossano, l'edificio ritorna agli Aldobrandini per un nuovo acquisto effettuato dal cardinale Pietro Aldobrandini. Una nuova parentesi vede un ennesimo passaggio di proprietà a favore del cardinale Deti e un successivo ritorno agli Aldobrandini. Nel 1659 il palazzo viene infine venduto ai Chigi, originari di Siena come il loro celebre avo, Agostino, stanziatisi a Roma verso la fine del Quattrocento. Fabio Chigi, fu eletto papa con il nome di Alessandro VII nel 1655, ed ebbero ben quattro cardinali
La costruzione
Al passaggio definitivo ai Chigi corrispondono le sostanziali modifiche, ampliamenti e decorazioni avvenute nel palazzo. La primitiva costruzione degli Aldobrandini, corrispondente al tratto centrale sul Corso ed eretta su disegno di Matteo da Città di Castello, con il passaggio al cardinale Deti ebbe poche trasformazioni che fece aggiungere tre delle ultime finestre d'angolo dall'architetto Felice della Greca. La facciata su piazza Colonna è frutto invece delle trasformazioni che il Della Greca dovette apportare per uniformare i palazzetti Aldobrandini e l'ala del Deti. Le due facciate si presentano quindi a tre piani e, oltre il cornicione che contiene i simboli Aldobrandini e Chigi, una sopraelevazione apportata nel 1695 porta i piani a quattro. Le finestre in travertino spiccano sulla superficie parietale lasciata con intonaco e un ballatoio coperto-mignano, si apriva al primo piano all'angolo tra il Corso e la piazza Colonna. Nel 1740 viene aperto il portale su piazza Colonna, mentre oltre il portale che si apre su largo Chigi, si imposta l’ampio vestibolo che introduce al cortile porticato ad arcate a tutto sesto d'ordine dorico, opera del Della Greca. Nel fondo del cortile si compone una fontana con invaso e maschera. Al piano nobile, in corrispondenza del lato sopra il vestibolo, una loggia chiusa arricchisce questa parte del prospetto. Tutta la superficie interna del cortile risulta inoltre decorata da un'armonica decorazione a specchiature a stucco. Superato il maestoso scalone d'onore ornato con sculture antiche, si giunge al piano nobile dove una successione di sale diversamente decorate ed arredate compongono gli ambienti di questo livello. Si trovano, tra le altre, la Sala delle Galere, dagli strucchi moderni inseriti sui sovrapporta e decorata sulla volta da un magnifico stucco mistilineo; segue poi un'anticamera ora detta dei Mappamondi, decorata per ricordare il matrimonio avvenuto nel 1857 tra il principe Mario Chigi e la principessa Antonietta Sayn di Wittgenstein. Da questo ambiente si passa a quella che era anticamente la cappella del palazzo, di cui rimangono gli stalli lignei del piccolo coro, che fu successivamente decorata dallo Schor con un fregio a motivi mitologici. All'angolo tra il corso e piazza Colonna, si compone il suggestivo ambiente del cosiddetto salottino Deti, fatto creare dal cardinale Deti e decorato da Flaminio Allegrini tra il 1616 ed il 1625. Altre importanti sale decorate da alcuni tra i maggiori artisti del tempo arricchiscono il primo piano, mentre al secondo piano vanno ricordate la sala detta delle Marine e quella detta dei Paesi, affrescate dal Manglard nel 1748; altre sale decorate ed affrescate con motivi decisamente neoclassici dopo il 1780 completano li secondo piano. Dal cortile si può inoltre notare l'altana che svetta frontalmente in asse dell'ingresso originario su largo Chigi.
Le Curiosità
Per rivaleggiare con il prospiciente palazzo di Montecitorio, donna Olimpia Aldobrandini ordinò che si costruisse l' altana che doveva arrivare alla stessa quota del vicino palazzo.
Gli ospiti
Nel 1775 nel palazzo vi venne ospitato l'arciduca Massimiliano d'Austria, in onore del quale venne incendiata una spettacolare macchina in piazza Colonna. Nel palazzo venne anche ospitata l'Ambasciata d'Austria-Ungheria, requisita con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Durante il Fascismo ha ospitato inoltre il Ministero degli Esteri con l’allora Ministro Galeazzo Ciano. Attualmente palazzo Chigi ospita la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Palazzo Chigi
Piazza Colonna
Rione Colonna

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