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La storia
Il Palazzo oggi è suddiviso in varie parti. In quella risalente al primo Cinquecento, abitavano anticamente i Capocci. Questa famiglia pretendeva di discendere dalla gens Caponia o Cauponia, di Tivoli, insediatasi a Roma nel 1122 e che annovererebbe al suo interno un tale Romanus Capoccius Rom. Consul. Il ramo della famiglia di Roma deriva da quello viterbese. Nel 1570 il Palazzo viene acquistato da Orazio Frangipane, la cui famiglia deriva dalla gens Anicia. Il cognome Frangipane deriverebbe dal soprannome dato ad un tal Cencio, che in tempo di carestia aveva elargito del pane al popolo che chiedeva “Frange panem!” (spezza il pane!). La famiglia annovera due papi: Felice II e Gregorio Magno. L’edificio viene ampliato da Laura Frangipane, che ne vende una parte ai Sivestrini per ampliare la tribuna della vicina chiesa di S. Stefano del Cacco. Nel 1606 l’edificio viene acquistato dai Farnese e i Frangipane si istallano in una costruzione fatta erigere in piazza S. Marco. L’edificio oggi è diviso in appartamenti di civile abitazione.
La costruzione
L’edificio si alza per tre piani. Al piano terra si apre un portale manierista, del tardo Cinquecento, in travertino, con angoli smussati e due cariatidi ai lati, che risulta decentrato rispetto alle cinque finestre di facciata a causa dei lavori di ampliamento. Al di sopra è ancora visibile lo stemma mezzo scalpellato della famiglia Frangipane: due leoni affrontati con quattro pani tra le zampe. Al primo piano si aprono cinque finestre architravate, altrettante al secondo e al terzo, incorniciate. I resti di un cantonale a bugne alterne mostrano come il palazzo constasse originariamente di tre finestre, e le altre due siano state aggiunte nell’ampliamento dei Frangipane. Il cornicione del palazzo è a guscio e ornato da ovoli. Rispetto all’aspetto cinquecentesco, la facciata oggi risulta molto alterata anche a causa dell’apertura, in epoca recente, delle porte dei negozi al piano terreno e da piccole finestrelle tonde e rettangolari, funzionali ai nuovi servizi.
Le Curiosità
Su via del Gesù è visibile, murata nell’edificio, una epigrafe del III sec. D. C., in cui si parla di un funzionario dell’impero.
Gli ospiti
Palazzo Frangipane
Via del Gesù,80
RIONE PIGNA
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