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La storia
I Gomez, nel 1678, fanno edificare su progetto di Giovanni Antonio De Rossi questo palazzo, che sotto il nome di questa nobile famiglia spagnola figura al n. 415 della pianta del Nolli. Alla fine del XVIII sec. l’edificio viene acquistato dai Lepri ricchi mercanti milanesi, in seguito dai Gallo di Roccagiovine e da ultimo, alla fine del XIX sec. dai marchesi Silj, che lo posseggono ancora oggi.
La costruzione
La facciata del palazzo si presenta piuttosto irregolare. Al piano terreno si aprono un grande portale barocco decentrato, due porte di botteghe e tre finestre architravate con grate. Al di sopra, in linea con il portale, due balconi sovrapposti, con ringhiera in ferro, sorretti da mensole. Al primo piano le finestre sono architravate, al secondo e al terzo incorniciate. A coronamento è posto un semplice cornicione. Attraverso il portale, si entra in un profondo atrio con volte a botte, che conduce nel cortile, su un lato porticato. Sotto le quattro arcate, sostenute da tre colonne, si può ammirare un piccolo museo archeologico. Sotto l’arcata più a sinistra, in una nicchia a conchiglia, è collocato un sarcofago romano con scene mitologiche, sui è poggiato un gruppo scultoreo raffigurante una coppia distesa su un triclinio, da cui fuoriesce un tubo con un getto d’acqua. Sotto le arcate sulla destra sono poste inoltre altri frammenti e una testa di imperatore. Sopra il portico, una terrazza, sulla cui balconata sono collocati tre busti di personaggi, dai tratti moderni. Sulla destra, un piccolo edificio-altana che simula un tempietto con colonne doriche e un timpano e un’architrave con la data “1900”, spezzati da una costruzione posteriore. Si tratta, forse, di un tentativo di creare con questa bizzarra costruzione una sorta di scenografia teatrale per accentuare il carattere suggestivo e antico del luogo.
Via della Croce, 78, RIONE CAMPOMARZIO
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