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La storia
Il palazzo, realizzato tra il 1658 e il 1660 per volere dei Maruscelli, di incerta attribuzione, è stato collegato all’opera dell’architetto Alessandro Specchi (1668-1729). Già nel 1695 la costruzione fu restaurata dal Cipriani e nel Settecento fu acquistata dai Lepri, famiglia di mercanti milanesi, giunti a Roma nel Seicento e nominati marchesi da Clemente XII Rezzonico nel 1766. Nella pianta del Nolli del 1748 il palazzo figura al n. 427. Nel 1869 nuovi lavori di ristrutturazione vennero intrapresi per volontà dei Lepri da Virgilio Vespignani, che operò numerosi e incisivi cambiamenti alla costruzione tra cui l’apertura di un secondo portale in via Mario de’ Fiori. Nella seconda metà dell’Ottocento vi ebbe sede il circolo letterario Il Casino degli Inglese, che si trovava precedentemente nella casa dei Borgognoni nella vicina piazza di Spagna. In seguito nel XX sec. il palazzo fu acquistato dalla marchesa Maria Cristina Bezzi Scala, seconda moglie di Guglielmo Marconi, che vi abitò fino alla morte nel 1937.
La costruzione
La facciata su via dei Condotti si apre al piano terra in un portale incorniciato ai lati da colonne con mensole che sostengono il balcone del primo piano e da massicce bugne rettangolari, riprese nei cantonali, per tutta l’altezza dell’edificio sino al cornicione. Ai lati si trovano aperture con negozi, realizzate più recentemente. La facciata ha due ordini di finestre, e un terzo, aggiunto al di sopra del cornicione: al primo piano sono a timpano triangolare e centinato alternato; al secondo piano sono architravate, al terzo a cornice semplice. Particolare il trittico di porte finestre del balcone unito da un’unica incorniciatura con un elemento centrale ad arco entro il quale è inserito un volto di donna sopra uno scudo da cui dipartono festoni. La ringhiera del balcone è decorata da un motivo a stelle entro girali. Le altre due facciate, in via Mario de’ Fiori e via Borgogna, ripetono le stesse forme e motivi decorativi. Varcato il portale, attraverso l’androne decorato da colonne e pilastri, si accede ad un cortile, in cui sono conservati reperti di arte antica tra cui un’ara decorato da festoni con testa di ariete e tenie e un sarcofago strigilato, adibito a vasca entro il quale una protome leonina “sputa” acqua. All’interno del cortile si ritrova il motivo decorativo a stelle della facciata sia sulle mensole del cornicione che sulle inferriate delle finestre dell’ammezzato. Sulla parete di fondo del cortile si può ammirare uno stemma della famiglie Lepri con un ovale fra due serti di quercia bipartito orizzontalmente da una fascia: nella parte superiore vi è un’aquila ad ali spiegate incoronata in bassorilievo, in quella inferiore una lepre in corsa.
Curiosità
Nel cortile del palazzo, nell’Ottocento, un maggiordomo della famiglia aprì una trattoria, chiamata prima Della Barcaccia, poi Lepre, dove successivamente furono venduti all’asta i beni della famiglia, che versava in cattive condizioni economiche.
Ospiti
All’interno del palazzo alloggiò lo scrittore Henri Beyle (1783-1842), più conosciuto con lo pseudonimo di Stendhal, autore tra gli altri di Roma, Napoli, Firenze (1815), vero e proprio elogio del Bel Paese, e Promenades dans Rome (Passeggiate a Roma, 1829), sorta di guida-racconto in cui lo scrittore propone ai viaggiatori una serie di itinerari alla scoperta dei monumenti, della storia e dei personaggi della Città Eterna.
Via dei Condotti, 11 RIONE CAMPO MARZIO
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