palazzo Massimo alle Colonne
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La storia

Il Palazzo sorge su un luogo di grande importanza nell’antichità poiché si trovava probabilmente nella IX regione augustea, in cui sorgevano il teatro di Pompeo, lo stadio di Domiziano, le terme e lo stadio di Agrippa. Sotto l’attuale edificio, inoltre, è probabile si trovasse anche una costruzione monumentale da identificarsi con l’Odeium di Domiziano, come testimonia il ritrovamento di una colonna marmorea, oggi collocata in piazza de’ Massimi. La famiglia dei Massimo, le cui origini leggendarie vengono fatte risalire a Fabio Massimo, è una delle più antiche di Roma. Vi apparterrebbero forse papa Anastasio I (399-401) e Sempronio e Apollonio, creati cardinali da Leone IV (847-855). Le prime notizie storiche sulla famiglia risalgono al 999 e fanno riferimento a un Leone. Successivamente si vede un Massimo nel 1447 capo rione di Parione e nel 1454 conservatore. Lo splendore della famiglia ha inizio nel Quattrocento con Pietro, che si distinse per il suo mecenatismo. Come viene ricordato in un documento del 1159, la famiglia possedeva numerose case lungo la “via papale”, che portava i pellegrini a San Pietro, tanto da costituire un vero e proprio quartiere e la strada che lo attraversava è ricordata nel diario del Burcardo come “Via dei Massimi”. I più antichi edifici della famiglia si trovavano sul lato opposto a quello del palazzo “alle Colonne”. Il palazzo “alle Colonne” è stato ricostruito a partire dal 1532 da Baldassare Peruzzi per volere di Pietro Massimo sul vecchio edificio proprietà del padre Domenico, detto “del portico” o domus antiqua, bruciato durante il Sacco di Roma del 1527, e occupato dai Lanzichenecchi. I lavori proseguirono dopo la morte dell’architetto, nel 1536, mantenendo le caratteristiche originali.. Il palazzo subì numerose trasformazioni la più importante delle quali agli inizi del XIX sec. con Camillo Massimiliano e Carlo Massimo. In quel periodo probabilmente, fu aperta la comunicazione interna tra palazzo Massimo alle Colonne e l’attiguo di Pirro. I Massimo abitano a tutt’oggi il palazzo “alle Colonne”.

La costruzione

Il Peruzzi nel progetto del palazzo tenne in considerazione alcune caratteristiche del vecchio palazzo “del portico”, note attraverso i documenti, pur attenendosi rigorosamente alle teorie architettoniche di Vitruvio, e agli esempi degli antichi monumenti romani. La facciata è costituita da un portico, da un piano nobile e da altri due piani. Al piano terreno si apre un portico, lievemente sollevato dal livello stradale e composto di sei colonne doriche, abbinate al centro, che crea un effetto di chiaroscuro esaltato dal rivestimento di bugne regolari e lisce delle parti laterali e dell’intero prospetto. A ciascun lato due finestre inferriate incorniciate da lesene. Sulla cornice aggettante al di sopra della trabeazione poggiano sette balconcini, dove si aprono altrettante finestre architravate. Nei piani superiori le finestre rettangolari presentano un’originale quadratura. Il cornicione posto a coronamento è ornato da mensole e rosoni. Nell’atrio, che ripete il motivo esterno delle lesene, si ammira una porta con ricco architrave e mensole baccellate, il soffitto a cassettoni con motivo di greca e ornato da girali e maschere, e lo stemma Massimo, sostenuto da un fanciullo che strozza due serpenti, che allude ad Ercole, leggendario padre di Fabio Massimo, creduto capostipite della famiglia. Dall’androne, con la volta a botte, decorata da stucchi, si accede al cortile principale, che è stato concepito dal Peruzzi come atrium di un’antica casa romana, porticato sui due lati brevi, con due colonne doriche per lato al pian terreno. Sul lato opposto all’entrata al di sopra del portico si alza una loggia sorretta da colonnine e pilastri con capitelli ionici. Sul lato destro si trova un piccolo ninfeo opera di Battista Rossi e Giovan Battista Solari, con frammenti classici e barocchi e una fontana su cui è posta una statua di Venere Anandiomene ( cioè emergente dal mare). Il secondo cortile, riccamente decorato con bassorilievi e medaglioni, è stato realizzato allo stesso modo dal Rossi e il Solari, attivi nel palazzo fino al 1627. All’interno del palazzo si possono ammirare le sale splendidamente affrescate da Daniele da Volterra (1509-1566) e da Pietro Bonaccorsi detto Perin del Vaga (1501-1574). Del primo, i motivi affrescati delle Storie di Fabio Massimo nel salone d’ingresso. Sono, invece, da attribuire a Perin del Vaga la decorazione a grottesche della Sala degli arazzi e il fregio con Storie di Enea e Didone del Salotto Celeste. Nel Salone Rosso si trova, inoltre, un fregio con Episodi della fondazione di Roma di un allievo di Giulio Romano.

Curiosità

La cappella è dedicata a San Filippo Neri, che il 16 marzo 1583 raggiunse il capezzale del quattordicenne Paolo Massimo, figlio del principe Fabrizio, quando questi era già spirato e quindi lo resuscitò con le sue preghiere. Poiché il giovane, però, disse che desiderava raggiungere la sorella, morta pochi giorni prima, San Filippo lo benedisse e lo rimandò nel regno dei morti dicendo “Va’ e prega Dio per me”. A ricordo, ogni 16 marzo le sei colonne doriche del portico vengono addobbate con damaschi rossi e con l’immagine del Santo.

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inserito il 8.03.2007

Il giorno Venerdì 16 Marzo 2007 aprirà al pubblico gratuitamente il Palazzo Massimo alle Colonne.

Come ogni anno, in occasione del miracolo di san Filippo, il 16 Marzo i principi Massimo concederanno l'opportunità per visitare parte del palazzo quali il cortile, la loggia e la cappella di san Filippo.

Palazzo Massimo alle Colonne, Corso Vittorio Emanuele II, Roma

dalle ore 10.00 alle ore 12.30 ca.