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 palazzo Mattei di Giove
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La storia

Il Palazzo fu costruito per volere di Asdrubale Mattei, duca di Giove (Terni), raffinato e colto collezionista d’antichità, marito di Costanza Gonzaga, su un terreno su cui sorgevano un tempo case della famiglia, in seguito demolite. Questo edificio fu l'ultimo ad essere costruito dei cinque palazzi costituenti l' "Insula Mattei". I lavori furono iniziati nel 1598 sotto la direzione del Maderno. Tra il 1598 e il 1606 fu realizzata la parte su via dei Funari, all’angolo con via Caetani. Al 1611 si era arrivati a costruire il cornicione e già nel 1613 era stato iniziato il braccio che doveva congiungere il palazzo con quello di Alessandro Mattei. Al 1618 l’edificio doveva essere già completato. Estintisi in Mattei di Giove, dopo una serie di complesse vicende, il palazzo fu venduto nel 1938 dagli ultimi proprietari, Antici-Mattei, allo Stato Italiano e oggi ospita il Centro di Studi Americani, la Discoteca di Stato, la Biblioteca e l'Istituto di storia moderna e contemporanea.

La costruzione

Il palazzo, in mattoni e travertino ha due ingressi, allineati con i cortili o con lo scalone d’onore, uno su via dei Funari e l’altro su via Caetani, quest’ultimo con un bel portale dall’architrave mistilineo con decori.. Al piano terreno si aprono finestre architravate con inferriate; al piano nobile nove finestre architravate (sono undici su via dei Funari); al secondo piano lo sesso numero di finestre a riquadratura semplice e nel sottotetto finestrelle riquadrate. Due marcapiani a cornice dividono gli ordini del prospetto. A coronamento è posto un cornicione con i simboli araldici dei Mattei e dei Gonzaga, sormontato da un’altana con loggiato simile a quella del palazzo Ruspoli. Da uno dei due ingressi, decorato dagli stucchi di Donato Mazzi e adorno di sculture antiche, si accede alla prima corte, in cui sul lato di accesso si apre una loggia a due ordini sorretti da pilastri dorici. Sul lato di fronte si trova invece una terrazza retta da tre arcate, di cui quelle laterali cieche. Dall’arcata centrale si vede la fontana posta nel secondo cortile, addossata al muro di fondo e composta da un sarcofago strigilato e adornato da due protome leonine, che fa da bacino di raccolta dell’acqua, proveniente dalla bocca di un mascherone sovrastante. Originariamente questa fontana era collocata in una grotta, poi demolita. Ai lati del primo cortile, le pareti sono decorate da bassorilievi classici, disposti simmetricamente e inquadrati in ricche cornici seicentesche in stucco, intervallati da busti degli imperatori romani e medaglioni di imperatori bizantini. Questo cortile è riferibile ad una fase più tarda della costruzione del palazzo tra 1613 e il 1616, come si legge in un’iscrizione dedicatoria. All’interno le sale del palazzo furono decorate da numerosi artisti tra cui Francesco Albani, Antonio Pomarancio, Prospero Orsi, Giovanni Lanfranco e Pietro da Cortona, autore della splendida galleria affrescata con soggetti mitologici.

Ospiti

Nel palazzo fu ospitato Giacomo Leopardi, nipote della principessa Antici Mattei, in una stanza al terzo piano dal 23 novembre 1822 alla fine dell’aprile del 1823, durante il suo soggiorno romano.

Via Caetani 32 RIONE SANT’ANGELO

 

 

 

 

 

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