palazzo Medici-Clarelli
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La storia

L'architetto Antonio da Sangallo il Giovane, indiscusso e celebratissimo interprete dell'architettura rinascimentale a Roma, proprietario come Raffaello Sanzio di alcuni terreni lungo l'importante asse della via Giulia, decise di costruirsi, intorno al 1536, un palazzo per propria abitazione personale. Venduto quasi subito la sua ultimazione al fiorentino Migliore Cresci, nel XVII secolo passò ai Medici che vi posero il Consolato di Toscana. La scelta di occupare proprio questo edificio fu di carattere essenzialmente pratico e simbolico, visto che la zona era abitata essenzialmente da fiorentini, come testimoniano la chiesa nazionale nella vicina S. Giovanni dei Fiorentini, l'antico Spedale dei Fiorentini, demolito in questo secolo per l'apertura della via Acciaioli e le case di proprietà dell'Arciconfraternita. Dopo aver ospitato questa importante istituzione, passò ai conti Marini Clarelli, originari di Rieti, e ora è sede della I° Circoscrizione del Comune di Roma.

La costruzione

Il palazzo, costruito come si è detto dal Sangallo per propria dimora, rispecchia in pieno la personalità stilistica del grande architetto toscano. I lavori, iniziati nel 1536, vennero portati a termine nel 1542. La facciata originaria constava al piano terreno di quattro finestre architravate e inginocchiate su mensole con sottostanti finestrelle del piano interrato. Al centro un elegante portale ad arco con bugne a raggiera immette nel cortile. Tra il portale e il piano nobile, oltre a quattro piccole finestrelle, compare una targa dedicata a Cosimo dè Medici, duca di Firenze. Nel periodo in cui fu di proprietà medicea, ed esattamente sotto Papa Pio IV Medici, tra il 1559 e il 1566, venne realizzata una straordinaria decorazione parietale a graffito, che si poteva vedere ancora nel secolo scorso. Questa rappresentava la gloria di alcuni esponenti di spicco del casato fiorentino, quali Papa Clemente VII, Giuliano e Giovanni dè Medici, insieme a figure di guerrieri e uomini d'arme, che comparivano entro nicchie dipinte tra le finestre dei due piani. E' ricordato anche il secondo proprietario, il Cresci, il cui nome ricorre in una iscrizione nei fregi delle finestre. Due lunghi fregi dividevano i due piani: tra il piano terreno e il piano nobile i gigli di Firenze e una lunga teoria di corazze, spade, elmi. Quello superiore aveva invece al centro, in corrispondenza con l'asse centrale, la cartella medicea sormontata dalla tiara papale, mentre ai lati, e per tutta la lunghezza dell'edificio, erano raffigurate scene di guerra. Purtroppo oggi nulla sopravvive di quest'apparato decorativo, in parte rovinato dal tempo e in parte ricoperto di intonaco. Nel Seicento venne aggiunto un nuovo corpo di fabbrica sulla sinistra dell'edificio, con quattro finestre uguali alle preesistenti e una forte scarpa inclinata con bugne all'angolo. L'elemento sicuramente più originale e articolato del progetto del Sangallo è costituito dal cortile. Dal portale, per mezzo di un'androne voltato a botte, si accede all'atrio porticato su serliana, e, varcato questo, al cortile, terminante con una nicchia posta in asse con l'ingresso dove un tempo, per mezzo di un'apertura si inquadrava prospetticamente il Tevere. Sulla destra dell'atrio, attraverso un ampio e luminoso scalone si accede al loggiato superiore, anch'esso con motivo a serliana su colonne. Delle splendide decorazioni ad affresco delle sale interne, solo una reca alcune tracce.

Le Curiosità

Gli ospiti

Come si è detto nel palazzo abitò, anche se per poco, l'architetto Antonio da Sangallo il Giovane.

 

Palazzo Medici-Clarelli
Via Giulia, 79 Rione Ponte

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