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La storia
La famiglia Milesi, d'origine dalmata, passata nel XIII secolo a Bergamo e, tre secoli dopo, ad Ancona dove si imparentarono con i Ferretti. Ebbero nel secolo scorso un Cardinale con Giuseppe, e vennero ricevuti nell'Ordine di Malta. Intorno al 1480, con Giovanni Antonio si stabiliscono a Roma, in alcune case acquistate nel rione Pigna. L'edificio nel rione Ponte fu acquistato intorno ai primi anni del Cinquecento forse proprio da Giovanni Antonio, personaggio stimato dai papi Medici, Leone X e Clemente VII. Nel 1615 il palazzo venne ceduto da Marzio Milesi.
La costruzione
L'edificio, nelle sue linee generali sostanzialmente modesto, è frutto di un rimaneggiamento occorso nei primissimi anni del XVI secolo, accorpando e sopraelevando due case che precedentemente qui sorgevano. Il piano terreno, dalla superficie bugnata leggermente accennata, è composto da quattro porte per botteghe e negozi, e ha al centro il portale architravato a leggere bugne. Sopra una cornice su cui poggiava il celebre fregio con le storia di Niobe. Il primo piano presenta cinque finestre, entro le quali si stagliavano dipinti una serie di personaggi; tra le finestre del primo e quelle del secondo correva un secondo fregio con vasi e trofei. Tra le finestre del secondo piano, grandi riquadri raffiguravano scene storiche. Un ultimo piano con nuovi riquadri concludeva l'edificio. Anche il cortile e la loggia interna erano superbamente decorate con grottesche. Tutte le scene vennero dipinte presumibilmente prima del sacco di Roma del 1527, da Maturino da Caravaggio e Maturino da Firenze, mentre la famosa maschera d'oro, venne dipinta successivamente da Cherubino Alberti.
Le Curiosità
La maschera d'oro rappresentata sulla facciata del palazzo, per la sua bellezza e stravaganza, causò l'origine del toponimo stradale.
Palazzo Milesi
Via della Maschera d'Oro, 7
Rione Ponte

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