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La storia
L'antichissima famiglia Muti, le cui origini si farebbero risalire addirittura a Prisco Scevola, viene ricordata con certezza a partire dall'anno 1315 con Jacopo. Imparentatisi con numerose famiglie, tra cui gli Astalli, i Capizzucchi i Cesarini, e, a causa dell'estinzione del ramo maschile avvenuto all'inizio del secolo scorso, si imparentarono grazie al matrimonio di Cecilia, ultima discendente, con Giulio Bussi, di cui porteranno per sempre il cognome. Ebbero un cardinale, Tiberio, creato da Paolo V Borghese e diversi conservatori. Fu il duca Orazio Muti, alla fine del Cinquecento, a volere la costruzione del palazzo.
La costruzione
L'attribuzione solita a Giacomo Della Porta quale iniziatore del progetto commissionato da Orazio Muti è più che certa. A causa della morte del celebre architetto, venne chiamato a proseguire i lavori lasciati per sette anni in sospeso, Giovanni Antonio De Rossi. La curiosa forma planimetrica del lotto, chiuso tra le strade di S. Venanzio, d'Aracoeli e degli Astalli, ispirò positivamente il Della Porta, nuova a questo genere di sperimentazioni, con la creazione di un isolato di bella forma pentagonale. Due portali dalla ricercata decorazione con leoni, aquile, cornucopie e al centro la cartella recante i simboli Muti - due mazze ferrate incrociate -, attribuiti al De Rossi, sono posti in soluzione simmetrica, uno in facciata e l' altro in una curiosa soluzione d' angolo su via d' Aracoeli, e introducono nel cortile a ferro di cavallo con un alto loggiato ad archi che uniforma le asimmetrie della costruzione. La scala posta oltre il piccolo cortile a tre rampe ed è ornata di sculture nelle nicchie. Sulla cornice sommitale esterna esterna viene ripetuto l' emblema a mazze incrociate in stucco. Molte decorazioni, tanto in stucco all'esterno, che dipinti all'interno delle sale, vennero completamente distrutti da un incendio, che comportò radicali interventi di ristrutturazione nei primi anni del Settecento.
Le Curiosità
Nel 1648 un incendio scoppiato nell' appartamento abitato a quel tempo dal card. Brancaccio, distrusse quasi totalmente i dipinti del soffitto.
Gli ospiti
Dal 1825 fino al 1839 vi ebbe sede l' Accademia Tiberina.
Palazzo Muti-Bussi
Via d'Aracoeli, 2
Rione Campitelli

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