palazzo Primoli
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La storia

L'origine del palazzo risale al XVI secolo quando fu di proprietà della famiglia Gottifredi, antica e nobile famiglia ricordata sin dal 1225, che, nel Settecento lo vendette ai Filonardi. Nella prima metà dell'Ottocento fu acquistato dal conte Luigi Primoli, il cui figlio, Pietro, sposò nel 1848 Carlotta Bonaparte del ramo romano di questa famiglia.

La costruzione

Prima degli sventramenti occorsi per l'apertura di via Zanardelli, il palazzo aveva ingresso ad un livello più basso rispetto all'attuale strada, corrispondente alla quota della città storica. Notevoli modifiche vennero effettuate sull'antica facciata principale, che un tempo prospettava su via dell'Orso, con la parziale demolizione e conseguente arretramento di questa. I lavori vennero commissionati dal conte Giuseppe Primoli all'architetto Raffaele Ojetti nel 1909, il quale, oltre a ricostruire la facciata sull'Orso, trasformò completamente anche quelle sul Tevere e su via Zanardelli. Le nuove facciate, ispirate ad un gusto tardo-cinquecentesco, si innestarono quindi sul vecchio corpo di fabbrica; sul Tevere venne creato un elegante ingresso con motivo a serliana, mentre su via Zanardelli si movimentò la facciata, solenne e monumentale ispirandosi a ville, con un arretramento dell'edificio e, al piano terreno, un porticato con arcate e colonne. Le attuali quote d'ingresso, corrispondono al piano nobile dell'originario palazzo, che conservano, in parte modificate, le sale cinquecentesche originali, dove sopravvivono, rimontate dopo la distruzione, alcuni interessanti pavimentazioni provenienti da palazzo Porcari - Senni e altre testimonianze - camini, porte ecc. -, e da altri edifici romani.

Gli ospiti

All'interno del palazzo, per merito del conte Giuseppe Primoli, hanno sede due prestigiose istituzioni culturali: il Museo Napoleonico e la Fondazione Primoli.

Palazzo Primoli
Via Zanardelli, 1 Rione Ponte

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