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La storia
Il palazzo venne costruito per Eurialo Silvestri da Cingoli, gentiluomo di camera di Papa Paolo III nella metà del Cinquecento. Per normale successione passò ai nipoti, Orazio ed Alessandro Silvestri nel 1568, che lo rivendono al Cardinal Alessandro dè Medici, divenuto successivamente papa Leone XI. Dal 1626 il palazzo passò nelle proprietà del Cardinal Emanuele Pio di Savoia, e successivamente, nel 1662, venne ceduto all'Istituto del Padre Gravita, poi Pio Istituto Rivaldi, da Monsignor Ascanio Rivaldi, mediatore dell'atto di compravendita.
La costruzione
Autore del progetto iniziale fu con probabilità Antonio da Sangallo il giovane nel quarto-quinto decennio del XVI secolo, che elaborò una discreta e semplice architettura a due piani con fasce marcapiano orizzontali. Il portale è a bugne radiali. All'interno sono conservate splendide decorazioni ad affresco ed alcune sale con soffitti lignei intagliati a lacunari geometrici, con lo stemma del card. Ranuccio Farnese e le imprese di Eurialo Silvestri. Dopo il passaggio di proprietà dai Silvestri ai Medici, vennero apportate sostanziali modifiche, con l'ampliamento del giardino e sistemazione a terrazza, comprendente statue, fontane e ninfei, per opera di Jacopo del Duca, che ne iniziò i lavori nel 1686. A causa della nuova sistemazione urbanistica occorsa negli anni Trenta per l'apertura di via dei Fori Imperiali, buona parte del giardino, che lambiva le strutture della Basilica di Massenzio, venne distrutta per il taglio della collina della Velia per il passaggio della nuova arteria urbana.
Le condizioni oggi
Le attuali condizioni dell'edificio e del giardino sono gravissime. L'incuria degli ultimi decenni, a partire da quando la scuola ha lasciato l'immobile, ha causato rilevanti danni tanto alle strutture murarie che agli apparati decorativi degli affreschi parietali e dei soffitti in legno. Restauri sono ad oggi in corso in parte del cortile interno dell'edificio e riguardano una fontana-ninfeo. Scavi archeologici sono inoltre stati effettuati negli ultimi anni all'interno dello stesso cortile ed hanno rinvenuto srutture murarie forse pertinenti al Tempio della Pace o a aggiunte successive. Parte delle sale recanti apparati decorativi sono sotto ponteggi cautelativi.
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