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La storia
Il palazzo venne originariamente costruito per la famiglia di origine spagnola degli Alvarez, il cui cognome venne latinizzato in Alveri.Nella prima metà del Cinquecento passò alla famiglia Ruiz, anch'essi di origine iberica, i quali vantavano numerosi membri importanti, quali Pietro, Caporione nel 1599; Girolamo, conservatore nel 1578 e Ottavio, con la stessa carica nel secolo successivo. Passò successivamente alla famiglia Bardi, ai Corsini e, nel secolo scorso, ai Blumensthil.
La costruzione
Il palazzo ebbe l'attuale forma quando venne acquistato dalla famiglia Ruiz, i quali decisero di ricostruire l'edificio precedentemente appartenuto agli Alveri. Il progetto venne affidato, secondo alcune discusse attribuzioni, all'ancora giovane architetto toscano Bartolomeo Ammannati. La facciata principale prospettante su piazza Fiammetta, è costituita interamente da cortina in laterizio con le modanature delle cornici e finestre e dal portale in peperino, disegnando sulla stessa facciata un elegantissimo contrasto cromatico dei due diversi materiali. Il piano terreno presenta il portale a bugne in posizione centrale e sei finestre dalle belle inferriate, mentre sette finestre, decorate nella fascia sottostante del parapetto a riquadri con splendide volute e cartocci si aprono nel piano nobile. Le finestre recano timpani classici e a ghiera d'arco, e sono ornate da drappi, mascheroni e gigli. Interessante è il cornicione sommitale, dove compare come anche nelle finestre del piano nobile, lo stemma dei Ruiz, composto di un leone che tiene un giglio. La sistemazione delle sale interne venne affidata nel secolo successivo all'architetto romano Giovanni Antonio De Rossi.
Palazzo Ruiz
P.zza Fiammetta, 16
Rione Ponte

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