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La storia
La famiglia Sampieri, originaria di Castelbolognese, vicino Bologna, si trasferì, nel 1571, con Giovanni Antonio, a Roma, arrivando quasi subito a ricoprire importanti caririche capitoline, nel 1598, con Luigi, che fu Conservatore, e furono ricevuti negli Ordini di Malta e di Santo Stefano. Verso la fine del Cinquecento il palazzo cambiò proprietario, passando alla famiglia Olgiati.
La costruzione
L'attuale palazzo è frutto del compromesso tra la prima costruzione, voluta dal nobile bolognese Giovanni Sampieri e gli interventi apportati all'edificio, quando divenne di proprietà della famiglia Olgiati. Ignoto è il nome del primo architetto che prestò servizio per i Sampieri, a cui, però, dovrebbe risalire il disegno di massima della facciata: essa è costituita da sette grandi arcate a bugne trattate a rustico, chiuse, all'interno delle quali si aprono il portale e i portoni delle botteghe. Dal portale si accede, attraverso un androne voltato a botte ad un piccolo cortile, sul quale si affacciano balconi e chiostrine. Sopra le arcate, si impostano le finestre del piano nobile, e sopra ancora, le finestre del piano secondo. Chiude il prospetto il ricco cornicione a mensole e cassettoni, decorato con i simboli araldici dei Sampieri, quali le chiavi, un leone ed un'aquila. Gli interventi seguenti al passaggio di proprietà in favore della famiglia Olgiati, vennero assegnati all'architetto Onorio Longhi, che ideò una bella altana, oggi totalmente modificata. Tra la fine del Settecento e l'inizio del secolo successivo, venne aggiunto un ultimo piano, oltre il cornicione.
Palazzo Sampieri
P.zza Fiammetta, 11
Rione Ponte

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