palazzo Viscardi Celsi
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La storia

L’edificio fu costruito dai Celsi verso la fine del Cinquecento. La famiglia, originaria di Nepi, si era trasferita a Roma alla metà del secolo con Giovanni e Ascanio acquisendo notevoli proprietà nel Rione Pigna. La facciata fu poi rinnovata nel 1678 da Giovan Antonio De Rossi (1616-1695). All’estinzione della famiglia, in un anno imprecisato agli inizi del Settecento, il palazzo passò alla famiglia dei Viscardi, con il cui nome compare sulla pianta del Nolli (1748) al n. 899. I Viscardi modificarono l’intera facciata. Oggi il palazzo appartiene ai Mercantili Bernetti.

La costruzione

La facciata su Corso Vittorio Emanuele II, in laterizio, presenta due ordini di dodici finestre e al di sopra del cornicione un terzo, realizzato in una sopraelevazione nell’Ottocento. Al primo piano troviamo finestre con aquile, teste di Baccanti e conchiglie mentre al secondo un motivo con conchiglie dritte e rovesciate. Sotto le finestre del primo piano troviamo una decorazione che simula l’aggetto di un balconcino ma che crea invece l’impressione nel riguardante che le aperture dell’ammezzato siano state chiuse. Il cornicione è decorato da aquile e spade incrociate, simbolo dei Viscardi. Al pian terreno si apre un imponente portone, realizzato probabilmente dal De Rossi, fiancheggiato da colonne ioniche che sorreggono il balcone del primo piano. Ai suoi lati sono state realizzate numerose aperture per i negozi, che ne alterano l’aspetto in modo determinante. Attraverso l’androne si accede al cortile rettangolare, in cui si possono ammirare sculture antiche e una fontana composta da un sarcofago strigilato con protomi leonine che funge da vasca in cui un mascherone getta acqua dalla bocca. All’interno si può ammirare una sala con prospettive architettoniche dipinte da Giovanni Paolo Pannini. Ospiti Nel 1604 il palazzo ospitò il Cardinal Filippo Spinelli nel l’anno seguente il Cardinal Girolamo Agucchi.

Corso Vittorio Emanuele II, 18 RIONE PIGNA

   
   
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