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La storia
Il luogo su cui sorge il palazzo dei Conservatori è forse per importanza tra i siti più simbolici di Roma. L'antico colle del Campidoglio, formato dall'unione di due colli più piccoli, il Capitolium e l'Arx, vide sorgere infatti templi di straordinaria importanza, tanto per il culto che per struttura architettonica. Il tempio di Giove Capitolino, che sorgeva alle spalle del palazzo, era tra i più grandi mai costruiti a Roma, mentre il tempio dedicato a Veiòve, antica divinità infernale che aveva presso i Romani grande importanza si trovava proprio nei pressi del palazzo. Tra la sella dei due colli, secondo leggenda, Romolo fondò l'Asylum, e secoli dopo sullo stesso luogo, attraverso la costruzione del Tabularium (l'Archivio di Stato dell'antica Roma), i due colli si unirono, creando il presupposto per la creazione della piazza. Nel 1143 si ebbe l'istituzione del Comune di Roma e venne scelto il colle del Campidoglio per ospitarne la sede. Sul luogo ove sorgerà l'attuale edificio era posto l'antico palazzo Banderesi, risalente al XIII secolo, come peraltro molti degli edifici che sorgevano nei pressi della piazza. Impulso di rinnovamento e risanamento architettonico ed urbanistico sarà dato prima con Martino V Colonna, Niccolò V Parentucelli, Sisto IV della Rovere. Ma sarà soprattutto nella prima metà del Cinquecento con papa Paolo III Farnese che la piazza e i palazzi inizieranno ad assumere nuova forma. Il papa commissionò a Michelangelo la progettazione della piazza e la sostituzione degli edifici medievali che vi prospettavano con nuove architetture, nel tentativo di unire tanto il potere civile che quello religioso in un unico luogo dal forte connotato simbololico. Il palazzo venne quindi edificato per accogliere dapprima la sede dei capitani della milizia urbana, chiamati appunto Banderesi, poi gli Uffici dei Conservatori, carica creata a partire dal 1204 con Papa Innocenzo II. Essi erano i magistrati comunali, e venivano scelti in numero di tre tra le famiglie nobili romane.
La costruzione
La vicenda costruttiva legata al palazzo dei Conservatori, come per pochi altri palazzi romani, è così intimamente connessa con la storia dell'Urbe. Il palazzo Banderesi, costruito nel medioevo proprio sul luogo del palazzo, si componeva di un edificio prospettante sulla piazza, al tempo detta di Monte Caprino, con porticato antistante e cortile interno, ed aveva un'inclinazione rispetto alla facciata del vecchio Tabularium, oggi inglobato nel palazzo dei Senatori. Quando Michelangelo venne chiamato per risistemare l'area, constatò che, grazie all'originaria inclinazione dell'edificio, si poteva creare, con la costruzione del gemello e speculare palazzo Nuovo, un'apertura spaziale atta ad aprire lo spazio visivo sul palazzo dei Senatori e sulla valle del Foro Romano. Le strutture del vecchio palazzo Banderesi furono quindi parzialmente demolite mentre altre vennero inglobate nelle nuove murature, lasciando però perfettamente visibile l'antica inclinazione. Il progetto Michelangiolesco contemplava nelle sue linee generali, oltre alle sale, la realizzazione di un porticato al piano terreno e di un cortile. I lavori iniziarono nel 1543 con lo stesso Michelangelo, ma vennero portati a termine solo dopo la morte dello stesso, con Guidetto Guidetti e Giacomo Della Porta, tra il 1563 e il 1568, alterando solo parzialmente il disegno originale. I lineamenti compositivi della facciata esprimono pienamente tutta la ricerca michelangiolesca, dal dettaglio fino alla composizione generale, composta da una maglia di rette - pilastri e architravi -, verticali e orizzontali sovrapposte. La facciata si compone di un porticato al piano terreno costituito da sette interassi architravati su colonne ioniche entro pilastrate con lesene d'ordine composito a tutta altezza fino alla trabeazione. Il piano primo è diviso come quello inferiore in sette interassi scanditi dalle grandi lesene, entro le quali si aprono le finestre, a colonne poggianti su parapetto balaustrato. Le finestre hanno timpani a ghiera d'arco e nel frontone recano una conchiglia. La grande finestra centrale - inserita dal Della Porta ma che non era inclusa nel progetto originario -, ha un particolare carattere sperimentativo, composta dal coronamento a timpano mancante d'architrave che sottende al suo interno un timpano a ghiera d'arco. La trabeazione, staticamente e visivamente sostenuta dalle slanciate lesene d'ordine gigante, é tra le più eleganti del Cinquecento. Una balaustrata con acroteri posti sulle rette di forza verticali, nasconde la veduta delle coperture e conclude elegantemente il prospetto. Il porticato è sorprendentemente decorato da finissimi stucchi entro ampi cassettoni, e attraverso il portale, si accede al cortile quadrato, anch'esso porticato, ma solo sul lato dell'ingresso. Nel cortile, incassate nelle murature, sono visibili le strutture del vecchio palazzo Banderesi, ad arco a sesto acuto su colonne, mentre sul fondo, entro tre nicchie si apre una fontana posta nel 1619. Le pareti della corte sono adorne di frammenti di colossali statue. Nel 1720 Alessandro Specchi realizzò il sopracitato portico interno e la scala, che fino a quel momento era esterna. Le sale vennero decorate dal Cavalier d'Arpino, autore dell'affresco raffigurante gli Orazi e i Curiazi.
Le Curiosità
All'interno del cortile del palazzo sono numerose le sculture legate a leggende. Secondo un'antica usanza, le teste degli storioni che venivano pescati nel Tevere, la cui lunghezza superava una certa misura, dovevano essere donati ai Conservatori; il fatto viene ricordato in una lapide datata 1581 che fu qui collocata spostandola dall’originaria collocazione del Portico d’Ottavia. Tale usanza fu soppressa nel 1798 durante il periodo della Repubblica Romana. In alcuni fregi delle porte del porticato esterno, come anche all'interno del palazzo, compaiono cartelle ed iscrizioni relative a corporazioni artigianali e delle università dei mestieri. I colossali frammenti in marmo di arti e di un volto che compaiono nel cortile, facevano parte dell'acrolito dell'imperatore Costantino, qui collocati e provenienti dalla basilica di Massenzio.
Gli ospiti
Il palazzo ospita dal 1876 i Musei Capitolini, composti dalla ricca quadreria della Pinacoteca Capitolina e da sculture e reperti classici. L'origine museale risale a Papa Sisto IV della Rovere, fondatore della raccolta di opere d'arte pubblica più antica del mondo, creata a partire dal 1471 con le donazioni del pontefice al popolo romano. Nel tempo, grazie a donazioni acquisti il museo si ingrandì notevolmente e con i lavori eseguiti nel 1925, si unì con il retrostante palazzo Caffarelli, aumentando quindi la superficie espositiva museale.
Palazzo dei Conservatori
P.zza del Campidoglio, 4
Rione Ponte

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