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 palazzo del Monte di Pietà
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La storia

La storia Il palazzo fu costruito dalla famiglia Santacroce. Venduto nel 1588 al cardinale Prospero Santacroce, il palazzo fu sistemato da Ottaviano Nonni (1524-1606), detto il Mascherino. Alla morte del cardinale (1589), il palazzo fu ceduto nel 1591 ai fratelli Settimio e Fantino Patrignani di Maelia, che nel 1603 lo alienarono al Monte di Pietà. Il Sacro Monte era stato istituito nel 1539 su iniziativa di Giovanni Maltei da Calvi, come ente caritatevole, ed aveva avuto la sua prima sede in via dei Banchi Vecchi, per poi essere spostata in via dei Coronari, nell’edificio acquistato da Papa Sisto V Peretti (1585-1590), detto Monte Vecchio, e infine nella sede attuale. I lavori di adattamento del palazzo alla nuova funzione furono iniziati immediatamente e affidati a Carlo Maderno (1556-1629), che ebbe tra i suoi collaboratori il giovane Borromini. Maderno prolungò la costruzione a destra, costruì una cappella all’angolo con la via dell’Arco del Monte e inserì una fontana nel cortile e una sulla facciata. Sotto Urbano VIII si ingrandì la costruzione verso la piazza dell’Olmo. A Maderno successero prima il Braccioli e poi il Peparelli, che nel 1638, per ultimare l’ampliamento, demolì la chiesa di San Salvatore in Campo. Il Peparelli iniziò nel 1639 a costruire una cappella, continuata sotto la direzione di Giovanni Antonio De Rossi e in seguito da Carlo Francesco Bizzaccheri, e consacrata nel 1730. Si continuò poi l’ampliamento verso la Trinità dei Pellegrini. Tra il 1735 e il 1740 Nicola Salvi progettò la facciata posteriore, poi sopraelevata nell’Ottocento.

La costruzione

La parte centrale della facciata, sulla piazza Monte di Pietà, fu realizzata dal Mascherino, e si apre con sei finestre architravate a mensola e due portali architravati, tra i quali Maderno collocò una fontana. Al di sopra della fontana, si vede una targa disegnata dal Maderno con la raffigurazione della Pietà e gli stemmi di Paolo III Farnese, fondatore de Sacro Monte, di Clemente VIII Aldobrandini, cui sede l’acquisto della sede attuale dell’istituzione, del card Pietro Aldobrandini, suo nipote, e del Popolo Romano. Sul portale di destra si legge “MONS PIETATIS ET DEPOSITORUM”. Al primo piano si aprono sei finestre architravate sovrastate dalle finestrelle incorniciate dell’ammezzato, che si ripetono nei piani superiori. Sulla sinistra, in alto, un grande orologio sormontato da un campanile a vela e la statua del Cristo nel Sepolcro. Entrando si accede al cortile, con i lati d’ingresso e il suo opposto porticati a tre arcate, scandite da lesene doriche. Al primo piano altrettante arcate cieche in cui si aprono finestre architravate sormontate da nicchie circolari che accolgono nel lato di fondo i busti di imperatori romani. Al centro del cortile, Maderno collocò una fontana a tre invasi con un calice tondo e riccamente decorato che si innesta su un piedistallo quadrato decorato da mascheroni, ghirlande e monti a tre cime.

Curiosità

Sulla lapide della facciata, disegnata dal

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Maderno, campeggia l’iscrizione, che tradotta dal latino, dice: “Il sommo pontefice Clemente VIII, affinché la ristrettezza dei locali non impedisse l’espansione di attività in via di incremento, trasferì il Monte di Pietà, istituito a vantaggio dei poveri, dalla sede acquistata dal pontefice Sisto V in questa più ampia e la dotò di maggiori benefici, nell’anno della cristiana salvezza 1604, tredicesimo del suo pontificato, sotto il protettorato del cardinale Pietro Aldobrandini.

Piazza Monte di Pietà, 32 RIONE REGOLA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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