palazzo Della Consulta
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La storia

Tra i più ampi e solenni edifici realizzati nel XVIII secolo, un posto di primo piano deve senza dubbio spettare al palazzo della Consulta. Costruito su impulso dato da Papa Clemente XII Corsini nella prima metà del Settecento per ospitare il Tribunale della Sacra Consulta e l'Ufficio della Segnatura dei Brevi, che fino ad allora erano alloggiate in modesti ed inadeguati edifici tardo-quattrocenteschi, il palazzo della Consulta ha esercitato, dalla sua ultimazione ad oggi, un ruolo fondamentale tra gli altri palazzi romani sedi di rilevanti istituzioni politiche. I fondi necessari alla costruzione della nuova fabbrica vennero garantiti dalle entrate fornite dal gioco del lotto. Le due istituzioni che si insediarono negli ambienti dell'edificio assumevano a quel tempo grande rilevanza: il Tribunale della Sacra Consulta, vero tribunale ecclesiastico che si esprimeva sulle cause civili e penali, mentre negli Uffici della Segnatura dei Brevi si svolgevano le missive pontificie. Nello stesso palazzo era ospitata anche una caserma: i militari si componevano in tre compagnie, due di Cavalleggeri e una costituita dalla Guardia Nobile, detta il Corpo delle Corazze, che dal 1815 si fusero insieme dando origine alla Guardia Nobile Pontificia, durata fino al 1870. Passato allo Stato Italiano, ospita dal 1955 la Corte Costituzionale.

La costruzione

Il luogo prescelto da Papa Clemente XII Corsini e da Ferdinando Fuga, architetto del palazzo nonché, nominato dallo stesso pontefice, architetto pontificio, fu un lato della piazza del Quirinale, un tempo denominata Monte Cavallo, occupato, sul finire del XV secolo da alcune case che sappiamo essere appartenute a celebri umanisti, quali Bartolomeo Platina e Pomponio Leto. Queste case dopo essere state di proprietà di alcune nobili famiglie romane, vennero acquistate dalla Camera Apostolica quale prima sede delle due istituzioni, ma con Clemente XII finirono per essere demolite. Nel 1732 su quest'area iniziarono i lavori di costruzione del palazzo. La particolare conformazione planimetrica del lotto ispirò il Fuga ad una geniale soluzione trapezoidale, con il lato maggiore verso la piazza, su cui prospetta la facciata principale con l'ingresso, che doveva apparire grandiosa e solenne, e il Fuga non disattese le aspettative dell'amico pontefice. Le strutture appartenenti alle Terme di Costantino, risalenti al IV sec. d.C. , vennero usate come parziale piano di fondazione dell'opera, garantendo quindi velocità ed economicità. La facciata sulla grande piazza offre una possibilità di veduta tanto frontale che prospettica, considerato che le due principali direttrici d'accesso alla piazza offrono sul palazzo scorci tagliati in fuga prospettica. Sul finire del 1734 il palazzo si poteva delineare nelle sue linee esterne, con la fronte principale su una base a bugne con tre portali e un piano con ammezzati. Il piano terreno è scandito ritmicamente da lesene lisce e bugnate verso il centro e i lati. Entro le lesene, su una fascia terrena, si aprono le finestre inferriate a timpano su mensole, mentre sopra si aprono le finestre del primo ammezzato. La superficie parietale è ritmata da leggere bugne orizzontali Dei tre ampi portali centinati, solo quello centrale più grande, ed evidenziato dalla presenza di due colonne, conduce al cortile. Essi sono coronati da timpani triangolari e a ghiera d'arco e recano sulle simie gruppi scultorei: su quello centrale nel 1739, Francesco Maini collocò il gruppo raffigurante la Giustizia e la Religione, mentre sui portali laterali vennero posti dei Trofei, eseguiti da Filippo della Valle. Il piano primo é diviso da ampie specchiature rettangolari e da lesene che ammorsano i lati e evidenziano la parte centrale. Il tema compositivo adottato dal Fuga, si ispira alle caratteristiche michelangiolesche nel palazzo Senatorio e berniniane nel palazzo Odescalchi. Tredici finestre si aprono nelle campate delimitate da lesene e riquadri. Sopra la cornice marcapiano, con bell'estro, per ogni finestra compaiono due balaustrini che idealmente introducono alla finestre. Queste sono coronate da un timpano a ghiera d'arco sorrette da un'architrave su mensole. Interessante risulta per le soluzioni adottate il coronamento sommitale. La cornice è retta da gruppi di tre grandi mensoloni scanalati entro i quali, in asse con le finestre, si aprono le finestrelle del secondo e ultimo ammezzato. Degna conclusione dell'edificio è costituita dal parapetto a balaustrini, dove in occasione della mezzeria del palazzo si staglia il gruppo di due figure alate che sorreggono la cartella con lo stemma di Papa Clemente XII Corsini con la tiara e le chiavi, eseguito da Paolo Benaglia nel 1735. Il cortile di forma quadrangolare è raggiungibile da quattro entrate che si aprono sui quattro lati del trapezio e che formano altrettanti lunghi androni d'accesso. Elemento principale del cortile e unico nel suo genere a Roma è il corpo scala che si compone in controffacciata. Superato infatti il vestibolo d'accesso della facciata principale, immediatamente dopo due rampe simmetriche ornate con nicchie conducono al piano superiore. Dal cortile il movimento creato dalle rampe viene splendidamente marcato nelle linee della controffacciata, inclinate come le rampe, con ampi finestroni con balaustrata, terminanti nei pianerottoli, inquadrati all'esterno da lesene a sporto, con balcone e timpani; su quello superiore compare la cartella pontificia con lo stemma Corsini. Questa soluzione adottata dal Fuga, sicuramente emblematica del periodo, rispecchia in pieno l'attenzione che il grande architetto fiorentino prestava alle scale, come accadrà qualche anno dopo anche nel palazzo Corsini alla Lungara, realizzato per lo stesso pontefice. Le sale principali vennero decorate con allegorie da alcuni tra i più importanti artisti del tempo, quali Antonio Bicchierai, Liborio Coccetti, Bernardino Nocchi e Giandomenico Piastrini. Grande disinvoltura venne manifestata dal Fuga nel disporre le sale lungo i lati del trapezio, dove, verso la facciata posteriore su vicolo del Mazzarino, le murature d'ambito interne seguono la stessa disposizione di quelle esterne.

Le Curiosità

Il palazzo venne costruito con i proventi che arrivavano nelle casse pontificie dal gioco del lotto, ripristinato da Papa Clemente XII dopo l'abolizione.

Gli ospiti

Tranne la parentesi francese, dal 1798 al 1814, in cui venne ospitata la Prefettura di Roma, il palazzo fino al 1870 ospitò le istituzioni pontificie per cui era stato costruito. Dopo la breccia di Porta Pia il palazzo fu scelto quale residenza per i principi Margherita ed Umberto. Dal 1874 ospitò il Ministero degli Esteri del Regno d'Italia; dal 1922, dopo l'avvento del Fascismo, il neo Ministero delle Colonie; dal 1955 la Corte Costituzionale.

Palazzo della Consulta
Piazza del Quirinale, 41 Rione Monti

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