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La storia
La singolare storia di questo palazzo è tra le più curiose di Roma. Costruito nella prima metà del Cinquecento divenne di proprietà, grazie alla donazione di Papa Gregorio XIII, dei Padri Teatini nel 1583. Il nome d'origine deriverebbe forse dall'arme del casato Piccolomini - una croce caricata di cinque mezze lune - originari del senese, probabilmente dipinto o rappresentato sulla facciata del palazzo quando vi abitò Enea Piccolomini, futuro Papa Pio II.
La costruzione
Si tratta sicuramente di una delle opere più apprezzabili della prima metà del Cinquecento. Ancora discusso è il nome dell'architetto che ne ideò le eleganti forme, e che, visto il periodo di costruzione e soprattutto alcune evidenti assonanze stilistiche e tecniche, alcuni lo vorrebbero assegnare alla mano di Antonio da Sangallo il Giovane, mentre si fanno pure i nomi del vecchio Bramante, di Baldassarre Peruzzi e di Giulio Romano. Si compone di due piani più mezzanino e, oltre al piano terreno, è interamente in laterizio. La parte basamentale con botteghe, presenta uno straordinario disegno, da terra fino al primo marcapiano, di bugne rustiche in travertino, con un interessantissimo disegno delle bugne poste a piattabanda sopra le aperture delle botteghe. I piani superiori sono interamente in laterizio. Il piano primo, con coppie di lesene doriche binate entro le quali si aprono le finestre; stesso identico motivo ma d'ordine ionico viene ripetuto al piano secondo, sopra il quale si aprono le finestrelle del mezzanino.
Le Curiosità
Per l'apertura di c.so Rinascimento, avvenuta nella fine degli anni Trenta, e la conseguente demolizione di isolati e scomparsa di vie e vicoli, il palazzo venne interamente smontato dal luogo originario in cui sorgeva, in via del Pinacolo, e ricostruito nelle forme antiche, collocandolo a circa cinquanta metri dall'antica posizione.
Gli ospiti.
Palazzo delle Cinque Lune
P.zza S. Apollinare, 33
Rione Parione
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