palazzo di Firenze
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La storia

Possedimento dei De Vico e del cardinal Ascanio Sforza, il Palazzo fu acquistato nel Cinquecento da Iacopo Cardelli, Segretario Apostolico in Vaticano, che lo chiamò il Palatium. Acquistato nel 1551 da Papa Giulio III Ciocchi del Monte (1550-1555) per farne l’abitazione del fratello Balduino, fu requisito alla sua morte dalla Reverenda Camera Apostolica. Nel 1561 il palazzo fu donato a Pio IV (1560-65) per divenire quindi proprietà di suo nipote Cosimo de’ Medici, granduca di Toscana, prendendo il nome attuale di Palazzo di Firenze. Quando la famiglia dei Medici si estinse divenne residenza del Ministro del Granducato. Dopo il 1870 divenne proprietà del Regno d’Italia e vi si installò il Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti. Dal 1926 è sede dell’associazione Dante Alighieri, fondata da Carducci che si occupa di diffondere la cultura e la lingua italiane nel mondo.

La costruzione

Palazzo di Firenze fu costruito su un progetto iniziale di Francesco da Volterra e completato da Pierino De Gennaris da Caravaggio. La facciata dell’edificio è scandita su due piani, su ciascuno dei quali si aprono cinque finestre, decorate al primo con cornici timpanate e centinate alternate, mentre al secondo riquadrate con decori e festoni. Il pian terreno si apre su un portale centrale d’ingresso con arco a tutto sesto sormontato da un balcone retto da mensole e cinque finestre con grate sorrette anch’esse da mensole. Il cortile, porticato su tre lati, è separato dal giardino retrostante da un corpo di fabbrica, che presenta due piani scanditi da lesene ioniche al pian terreno e corinzie al primo piano. Infatti, alla metà del XVI sec. Bartolomeo Ammanati, per volere di Giulio III, condusse il più importante intervento di restauro realizzando tale costruzione sul fondo del cortile e l’altana verso il giardino. Sul portale architravato, a ricordare la committenza papale, figura uno stemma dei Ciocchi del Monte, costituito da una banda trasversale con tre monti a tre cime ai lati della quale vi sono due corone d’alloro. Alla stessa fase, tra il 1553-’55, è da ricondursi la decorazione di alcuni ambienti a opera di Prospero Fontana. Si veda in particolare la loggia del pianterreno detta del Primaticcio, il cui programma iconografico, sviluppato in nove riquadri indipendenti, allude alla famiglia del committente. Nella stessa campagna decorativa furono realizzati i soffitti intagliati della loggia del piano nobile. Per volere dei Medici, la decorazione fu poi affidata a Jacopo Zucchi (1540-‘90), già a sevizio della famiglia. Tra il 1574-75, Zucchi realizzò gli affreschi della Sala delle Stagioni e quella degli Elementi al secondo piano. Per lo stesso palazzo, creò poi un ulteriore ciclo su tela dedicato a Diana. Trasportato già nel 1588 al Palazzo degli Uffizi di Firenze, dove è tutt’ora conservato. La sopraelevazione sopra il cornicione a mensola è di epoca posteriore.

Le Curiosità

Gli ospiti

Nel palazzo furono ospitati nel 1633 Galileo Galilei e tra gli artisti Jacopo Zucchi, mentre era impegnato nel decoro dei soffitti.  

 

Palazzo di Firenze
Piazza Firenze, 27 RIONE CAMPO MARZIO

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Visita guidata da parte degli storici dell'arte dell'Associazione Palladio con apertura straordinaria del palazzo in programma per mercoledì 14 marzo 2007 ore 10.50.

Per prenotare invia una mail a info@palazzidiroma.it indicando il tuo nome e cognome ed il tuo indirizzo di p.e. Riceverai un nostro messaggio di p.e. entro 48 ore con la conferma dell'avvenuta iscrizione.

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