| ®2005/2007 Palazzi di Roma | | |
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La storia
Il Palazzo è stato costruito su progetto di Guglielmo Calderini (1839-1913) dall’anno 1889 al 1911 ed è stato localizzato sul lungotevere dal piano regolatore del Viviani del 1873. L’edificio, nella sua imponenza e scenografia, esprime il clima celebrativo di Roma capitale, oltremodo evidente nelle sue proporzioni enormi e nelle decorazioni esagerate. Proprio per tali motivi i romani chiamano questo edificio spregiativamente il Palazzaccio: è evidente, infatti, il fallito tentativo di fusione degli elementi, che appesantiscono la sua massa, già peraltro imponente. Oggi, il Palazzo di Giustizia è sede della Corte Suprema di Cassazione.
La costruzione
La costruzione è formata da due corpi laterali con due ordini di finestre e da un corpo centrale, più alto e largo. L’edificio esternamente presenta un rivestimento in travertino ed è ispirato per la ricca decorazione del primo ordine ai motivi cinquecenteschi di un Galeazzo Alessi e di un Pellegrino Tebaldi e nel secondo agli eccessi barocchi. La facciata che guarda il Tevere si compone di un grande arco trionfale, che contiene il portale, su cui si può ammirare il gruppo scultoreo della Giustizia tra la Legge e la Forza di Enrico Quattrini (1863-1950). La statua raffigurante la Legge, nel cortile, è del medesimo scultore. Sulle rampe si trovano le statue di giureconsulti di A. Maccagnani, E. Quattrini, M. Benini, M. Tripisciano, A. Dazzi, E. Bianchi. L’edificio è sormontato da una quadriga bronzea realizzata da Ettore Ximenes nel 1907, e ivi collocata nel 1925. All’interno il salone d’onore è stato affrescato da Cesare Maccari (1840-1919) e dai suoi allievi. La facciata che dà su piazza Cavour, con fontana, è decorata sul fastigio dal gruppo bronzeo di Paolo Bartolini.
Piazza dei Tribunali RIONE PRATI
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